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Ansia scolastica negli adolescenti

  • Immagine del redattore: Marco Zuccon
    Marco Zuccon
  • 7 ago
  • Tempo di lettura: 3 min

Aggiornamento: 2 giorni fa

Un po’ di ansia può accompagnare prove importanti; diventa un problema quando è intensa, persistente e restringe la partecipazione scolastica.



Verifiche, interrogazioni, relazioni con i compagni e aspettative sul futuro possono generare ansia. Non tutta l’ansia scolastica richiede un intervento: una certa attivazione è comune e può ridursi dopo l’evento. È opportuno approfondire quando la paura persiste, produce forte sofferenza o porta a evitare la scuola, soprattutto tra gli adolescenti.


Come può presentarsi

L’ansia non appare sempre come “paura”. Può esprimersi attraverso irritabilità, difficoltà ad addormentarsi, mal di testa o mal di pancia prima di uscire, pianto, richieste di rassicurazione, assenze o blocchi durante prove e interrogazioni.

La scarsa frequenza scolastica non ha una sola causa. Una revisione sistematica ha riscontrato associazioni con diversi problemi d’ansia, mentre un’altra ha individuato fattori personali, familiari, sociali e scolastici. È quindi importante evitare sia la colpevolizzazione sia una spiegazione unica.


Perché l’evitamento tende a rinforzarsi

La sera prima o al risveglio l’adolescente può anticipare un’interrogazione, il giudizio dei compagni, il caos dell’aula o una sensazione di fallimento. L’allarme produce sintomi reali: nausea, dolore, tachicardia, blocco mentale. Restare a casa riduce rapidamente l’attivazione.

Quel sollievo è comprensibile, ma insegna al sistema di allarme che evitare era necessario; il giorno seguente la scuola può sembrare ancora più minacciosa. In psicologia dell’apprendimento questo processo viene chiamato rinforzo negativo: aumenta un comportamento perché rimuove temporaneamente uno stato spiacevole.

Riconoscere il circuito non significa accusare il ragazzo di manipolare o i genitori di essere troppo permissivi.

L’assenza può anche proteggere da bullismo, umiliazioni, sovraccarico sensoriale, difficoltà di apprendimento non riconosciute o una condizione clinica. È quindi importante, prima di contrastare l’evitamento, capire da che cosa protegga e valutare la sicurezza della persona. Per alcuni serve un rientro graduale; per altri sono necessari adattamenti scolastici, una valutazione specialistica o un intervento sul contesto.

Per questo “ansia scolastica” è un’espressione ombrello, non una diagnosi. Può riguardare prestazione, relazioni sociali, separazione, attacchi di panico, umore, neurodivergenze o una combinazione di fattori. Le revisioni disponibili descrivono infatti una rete di elementi individuali, familiari e scolastici: un piano utile deve rispondere alla funzione concreta dell’assenza, non soltanto contarne i giorni.


Che cosa possono fare i genitori

  • Ascoltare prima di rassicurare: “non c’è niente da temere” può far sentire non compresi.

  • Chiedere che cosa accade in momenti precisi della giornata scolastica.

  • Mantenere un contatto collaborativo con la scuola, rispettando la riservatezza del ragazzo.

  • Osservare sonno, ritmi, bullismo, difficoltà di apprendimento e altri possibili fattori.

  • Evitare assenze indefinite senza un piano: l’evitamento può dare sollievo immediato e rendere più difficile il rientro.

Questo non significa forzare il ragazzo senza comprenderne la situazione. Nei casi complessi il rientro va pianificato con scuola, famiglia e professionisti, tenendo conto della sicurezza e delle condizioni cliniche.


Quando rivolgersi a un professionista

Un confronto professionale è indicato se l’ansia dura diverse settimane, le assenze aumentano, il rendimento cambia bruscamente, i sintomi fisici sono frequenti o il ragazzo rinuncia anche ad attività e relazioni fuori dalla scuola. La valutazione serve a comprendere la funzione e il contesto del sintomo, non soltanto a “farlo tornare in classe”.


Per informazioni sulle modalità dei colloqui con Marco Zuccon, psicologo a Firenze e online che riceve adolescenti dai 13 anni e genitori in cerca di un consulto professionale, è disponibile la pagina Contatti.


In caso di pericolo immediato o rischio autolesivo, chiamare il 112 o rivolgersi al pronto soccorso. Il testo non sostituisce una valutazione.



Fonti

Finning K. et al. (2019), The association between anxiety and poor attendance at school: a systematic review. DOI: 10.1111/camh.12322

Leduc K. et al. (2022), School Refusal in Youth: A Systematic Review of Ecological Factors. DOI: 10.1007/s10578-022-01469-7

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