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Come capire se un adolescente ha bisogno di aiuto

  • Immagine del redattore: Marco Zuccon
    Marco Zuccon
  • 4 ago
  • Tempo di lettura: 3 min

Non conta un singolo comportamento: è più utile osservare durata, intensità, cambiamento e impatto sulla vita quotidiana.



Adolescenza significa cambiamento: maggiore bisogno di privacy, oscillazioni emotive, conflitti con i genitori e importanza crescente dei coetanei possono far parte dello sviluppo. Per questo un segnale isolato raramente permette di capire se esiste un problema.


Quattro criteri più utili di una lista di sintomi

  • Durata: il cambiamento persiste o è legato a un episodio breve?

  • Intensità: la reazione è proporzionata alla situazione e recuperabile?

  • Interferenza: scuola, sonno, relazioni, alimentazione o cura di sé ne risentono?

  • Discontinuità: il comportamento è molto diverso dal funzionamento abituale del ragazzo?

Segnali da approfondire possono includere ritiro marcato, calo scolastico improvviso, assenze ripetute, irritabilità persistente, perdita di interesse, alterazioni importanti di sonno o alimentazione, uso problematico di sostanze, comportamenti autolesivi o discorsi sulla morte. Nessuno di questi elementi va trasformato automaticamente in diagnosi.


Un disagio può cambiare forma nei diversi contesti

Lo stesso adolescente può apparire tranquillo a scuola e stare molto male a casa, oppure essere irritabile in famiglia e ritirato con i coetanei. Alcuni problemi, come tristezza, ansia o pensieri autolesivi, sono soprattutto interni e possono non essere visibili; altri emergono attraverso conflitti, assenze o comportamenti che gli adulti osservano più facilmente. Per questo nessun singolo punto di vista esaurisce la situazione.

Una grande meta-analisi sugli strumenti di valutazione per bambini e adolescenti ha trovato una concordanza soltanto bassa o moderata tra informatori diversi. La divergenza non è necessariamente un errore: può indicare che il problema compare in certi ambienti, che ogni persona vede aspetti differenti oppure che il ragazzo protegge parti della propria esperienza. Diventa quindi utile confrontare, con le cautele della riservatezza, ciò che riferiscono adolescente, genitori e talvolta scuola.

Anche il cambiamento di funzione è importante. Un calo scolastico può dipendere da ansia, umore, difficoltà di apprendimento, bullismo, sonno insufficiente o eventi familiari. Il comportamento osservabile è un punto di partenza, non la spiegazione. Chiedersi “che cosa succede prima, durante e dopo?” aiuta più di assegnare subito un’etichetta.


Come iniziare la conversazione

È preferibile partire da ciò che si è osservato: “Da alcune settimane dormi poco e non vedi più gli amici; sono preoccupato”. Domande aperte e un tono non accusatorio facilitano il dialogo più di interrogatori, minimizzazioni o diagnosi improvvisate.

Si può proporre un colloquio come possibilità di capire meglio, lasciando all’adolescente uno spazio di partecipazione. La ricerca sull’accesso ai servizi mostra che stigma, timore di non essere compresi e scarsa fiducia nella riservatezza possono ostacolare la richiesta d’aiuto.


Quando non aspettare

Pensieri suicidari, autolesioni con rischio medico, violenza, grave intossicazione, perdita di contatto con la realtà o pericolo immediato richiedono una valutazione urgente: chiamare il 112 o rivolgersi al pronto soccorso. Non lasciare solo il ragazzo se la sicurezza è in dubbio.

Negli altri casi, un primo colloquio può aiutare a ricostruire durata, contesti e conseguenze del cambiamento e a individuare il livello di sostegno appropriato.


Marco Zuccon riceve adolescenti dai 13 anni e genitori in cerca di supporto professionale a Firenze e online; le informazioni sulle modalità sono disponibili nella pagina Contatti.


Questo articolo offre criteri generali e non sostituisce una valutazione clinica.


Fonti

McPhail A. et al. (2024), Help-seeking processes related to targeted school-based mental health services: systematic review. DOI: 10.1186/s12889-024-18714-4

Aguirre Velasco A. et al. (2020), What are the barriers, facilitators and interventions targeting help-seeking behaviours for common mental health problems in adolescents? A systematic review. DOI: 10.1007/s00787-019-01469-4

De Los Reyes A. et al. (2015), The validity of the multi-informant approach to assessing child and adolescent mental health. DOI: 10.1037/a0038498

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