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Corpo, identità e autostima durante l’adolescenza

Immagine del redattore: Marco Zuccon
Marco Zuccon
1 ago
Tempo di lettura: 3 min

Il corpo adolescente cambia mentre cambia anche lo sguardo sociale: il disagio va ascoltato senza ridurlo a vanità o a un effetto dei social.



Il corpo non è vissuto fuori dal contesto

Famiglia, coetanei, cultura, discriminazioni e immagini online contribuiscono ai criteri con cui un ragazzo valuta il proprio aspetto. Uno studio internazionale in 42 Paesi ha trovato associazioni fra alcune modalità d’uso dei social e l’immagine corporea, con differenze per genere e tipo di utilizzo. Questi dati non dimostrano che i social siano la causa unica del disagio e non autorizzano conclusioni sul singolo adolescente.

Conta anche ciò che il corpo permette di fare, non soltanto come appare. Spostare l’attenzione verso funzionalità, salute, sensazioni e interessi può ampliare una valutazione di sé diventata troppo dipendente dallo sguardo esterno.


Tre meccanismi oltre il tempo trascorso online

Dire soltanto “usa troppo il telefono” spiega poco. Per l’immagine corporea conta anche che cosa si fa online e quale significato assume. Tre processi aiutano a comprendere il legame:

  • Confronto sociale: ci si paragona a immagini selezionate, modificate o prodotte in condizioni non visibili, spesso scegliendo come riferimento persone considerate più attraenti o performanti.

  • Interiorizzazione degli ideali: magrezza, muscolarità o perfezione cutanea non vengono più percepite come preferenze culturali, ma come requisiti personali per essere accettabili.

  • Auto-oggettivazione: l’attenzione si sposta dall’esperienza del corpo a come il corpo appare a un osservatore; aumentano controllo, vergogna e sorveglianza dell’aspetto.


Una meta-analisi pubblicata nel 2026 ha riunito 45 studi e 33.086 adolescenti, trovando un’associazione tra maggiore coinvolgimento nei social e più preoccupazioni corporee o sintomi alimentari. Le associazioni erano più forti negli studi su Instagram e nei campioni con più ragazze; tra gli esiti, l’auto-oggettivazione mostrava un legame particolarmente rilevante. I dati non significano che ogni uso dei social provochi disagio: molti studi sono osservazionali, le misure sono spesso autoriportate e sono possibili effetti reciproci, per cui chi è già insoddisfatto del corpo può cercare o notare più contenuti centrati sull’aspetto.

Una conversazione utile esplora quindi contenuti, confronti, commenti ricevuti, filtri e sensazioni dopo l’uso, non soltanto il numero di ore. Può essere più informativo chiedere “che cosa succede al modo in cui ti guardi dopo aver visto questi contenuti?” che imporre una spiegazione unica sui social.


Come parlarne senza peggiorare il problema

  • Evitare commenti svalutanti sul corpo proprio o altrui.

  • Non liquidare il disagio con “sei bellissimo/a”: ascoltare che cosa significa per il ragazzo.

  • Chiedere se vi siano derisioni, esclusione o pressioni online.

  • Rispettare identità ed espressione di genere senza trasformarle automaticamente in un sintomo.

  • Osservare comportamenti concreti, non controllare il corpo come un oggetto pubblico.


Segnali che richiedono attenzione

Preoccupazioni persistenti accompagnate da restrizioni alimentari, abbuffate, vomito, esercizio compulsivo, rapido cambiamento di peso, isolamento, controlli ripetuti allo specchio o forte compromissione della vita quotidiana meritano una valutazione tempestiva. Alcuni sintomi possono richiedere un’équipe con competenze mediche, nutrizionali e psicologiche.

Un colloquio può aiutare l’adolescente a dare parole al rapporto con il corpo, riconoscere confronti e ideali interiorizzati e costruire un’identità meno dipendente da una singola misura di valore. Il coinvolgimento dei genitori viene definito in base all’età, alla sicurezza e agli obiettivi.


Per un orientamento puoi contattare Marco Zuccon, psicologo a Firenze e online, che riceve ragazzi e ragazze dai 13 anni e genitori che sentono il bisogno di un consulto professionale.


Articolo divulgativo: non sostituisce una valutazione. In presenza di un rischio medico o autolesivo occorre rivolgersi tempestivamente ai servizi sanitari.


Fonti

Boniel-Nissim M. et al. (2024), Different Categories of Social Media Use and Their Association With Body Image Among Adolescents in 42 Countries. DOI: 10.3389/ijph.2024.1606944

Fassi L. et al. (2024), Social Media Use and Internalizing Symptoms in Clinical and Community Adolescent Samples: A Systematic Review and Meta-Analysis. DOI: 10.1001/jamapediatrics.2024.2078

Fortunato L. et al. (2026), Relation Between Social Media Use and Body Image Concerns and Disordered Eating in Adolescence: A Systematic Review and Meta-Analysis. DOI: 10.1007/s40894-026-00285-7


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