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Quanto dura un percorso psicologico?

  • Immagine del redattore: Marco Zuccon
    Marco Zuccon
  • 18 mar
  • Tempo di lettura: 2 min

La durata non si decide con una promessa standard: dipende dalla domanda, dagli obiettivi, dal tipo di intervento e dall’andamento.



La risposta più corretta è: dipende, ma non dovrebbe rimanere una domanda senza confronto. Prima di conoscere la persona, promettere un numero preciso di incontri sarebbe poco fondato; durante il lavoro, invece, obiettivi e durata prevedibile vanno discussi per quanto possibile.


Da che cosa dipende la durata

Contano almeno:

  • natura, storia e intensità della difficoltà;

  • presenza di un obiettivo circoscritto o di più aree coinvolte;

  • tipo di prestazione proposta;

  • frequenza degli incontri;

  • risorse, rete sociale ed eventi di vita;

  • andamento del lavoro e preferenze informate della persona;

  • eventuale necessità di altri servizi o professionisti.

Una revisione sulle terapie psicologiche nella pratica ordinaria ha trovato stime molto variabili della “dose” associata al miglioramento, con metodi e popolazioni differenti. I numeri medi non sono una prescrizione per il singolo e non consentono di garantire il risultato entro una certa seduta.


Percorso breve non significa superficiale

Un intervento può essere focalizzato su una decisione, una fase di adattamento o una difficoltà definita. In altri casi serve più tempo per comprendere dinamiche consolidate, costruire sicurezza o lavorare su problemi complessi. Né la brevità né la lunghezza sono, da sole, indicatori di qualità.


Come evitare un percorso “senza confini”

All’inizio è utile concordare:

  • quale domanda si sta affrontando;

  • quali cambiamenti osservabili indicherebbero un progresso;

  • quando fare un primo punto sull’andamento;

  • come decidere se proseguire, modificare o concludere;

  • che cosa accade se il beneficio non arriva.

Il Codice deontologico prevede che, per prestazioni continuative, la durata prevedibile venga indicata ove possibile. Prevede inoltre che il professionista valuti l’interruzione quando la persona non trae beneficio e non è ragionevolmente prevedibile che ne tragga continuando nello stesso modo.

Puoi chiedere queste informazioni già nel primo colloquio. Per valutare domanda, obiettivi e modalità puoi contattare Marco Zuccon, psicologo iscritto all’Ordine della Toscana n. 11095, in presenza a Firenze oppure online.



Fonti

Robinson L., Delgadillo J., Kellett S. (2019), The dose-response effect in routinely delivered psychological therapies: A systematic review. DOI: 10.1080/10503307.2019.1566676

Flückiger C. et al. (2018), The alliance in adult psychotherapy: A meta-analytic synthesis. DOI: 10.1037/pst0000172

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